Castro – il salento che non ti aspetti

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  Frequento la zona tra Otranto e Santa Maria di Leuca da ormai 50 anni; da che ho memoria ho passato qualche giorno, ogni estate, in questo bellissimo angolo di Italia, apprezzandone i panorami, la gente e i sapori. Ma, come spesso accade, non avevo mai visto Castro. O meglio. Mi sono sempre fermato a Castro Marina, tra la Grotta della Zinzulusa e Marina Serra, senza mai preoccuparmi di “salire” al Borgo, anche perche’ girava voce che non offrisse nulla di particolare; un gruppo di case a 100 m sul livello del mare non aveva particolare attrattiva su ragazzi e adolescenti, mentre da adulti semplicemente ci si ferma al mare o alla grotta o in uno delle dozzine di ristoranti che infestano la costa in quel punto.

Quest’anno, complice una giornata cosi’ e cosi’ di una stranissima estate, siamo saliti. La strada, tortuosa e impegnativa, aveva gia’ parzialmente spento l’interesse inziale, ma dopo aver parcheggiato ed esserci incamminati verso la zona pedonale, ci siamo ritrovati in un posto magico e inusuale per la zona: una piazza, molto ampia, con il lato ovest aperto verso il mare e la bellissima costa. Non credo di ricordare altri paesi con questa caratteristica, l’altitudine rende questo luogo magico e unico.

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Continuandcastro-basilicao l’esplorazione abbiamo trovato i tradizionali vicoli salentini molto ben tenuti e, ogni tanto, un nuovo belvedere che si apriva su qualche altro lato del promontorio roccioso su cui e’ adagiato il Borgo. Nessun negozio di souvenir, niente ristoranti con menu turistici, pochi B&B a sottolineare ancora di piu’ la surreale differenza con la Marina a pochi Km. Inoltre veniamo a scoprire che Castro e’ stato nel passato una delle prime Contee salentine, nonche’ sede Vescovile. Ci raccontano che recenti scavi presso l’acropoli hanno portato alla luce resti di un santuario probailmente dedicato a Minerva, il che confermerebbe la leggenda che questo luogo fu il primo approdo di Enea in Italia.

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Insomma tanta storia e tanti bei monumenti e resti a suggellarla. Abbiamo passato un paio di piacevoli ore a passeggiare per le stradine, salutando, ed essendo ricambiati, le donne sedute a parlare e ricamare per i vicoli; abbiamo chiesto se vendessero quelle piccole opere d’arte, ma la risposta e’ stata disarmante: “None, cce vindi! Sta fazzu la dote pe’ figghiama” (Ma quale vendita, questa e’ la dote di mia figlia)….evidentemente in questi posti magici anche i ragazzi, o almeno alcuni di loro, sono ancora legati a valori e tradizioni di altri tempi, e il “social” si traduce in questi piccoli gruppi seduti al fresco che hanno “piacere di stare insieme anche solo per criticare” come cantava Battiato….

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Bella anche un’altra immagine, quella della donna intenta a riempire e trasportare i secchi di acqua dalla fontana pubblica; e abbiamo scoperto che la posizione elevata del paese non permette una decente pressione dell’acqua in casa in alcune ore della giornata….un altro flashback per me; tanti anni fa, fino alla fine degli anni 70, avevamo l’acqua corrente in casa. d’Estate, solo dalle 21 in poi e fino alle 7, durante il giorno l’Acquedotto Pugliese non riusciva a garantire una pressione decente….

 

Tutto il centro e’ area pedonale, e il silenzio che regna ne fanno un’impagabile oasi nel caos vacanziero. Un aperitivo in piazza e la promessa di ritornarci per visitare le Chiese, i resti della basilica Bizantina e le altre bellezze molto ben conservate di questo incantevole piccolo paradiso a due passi dalla bolgia dei vacanzieri di tutto il mondo.

zuppa di pesceTornati a casa ho come sempre chiesto a mia Madre per cosa fosse rinomata la cittadina, e stavolta non ho avuto la solita sciornata di specialita’ che di solito mi propone non appena la sua memoria si sblocca. Castro era famosa per la pesca, e il pesce e’ sempre stato la base della sua cucina. Quindi zuppa di pesce con sugo di pomodoro “de Casciu” e’ apparentemenete un must; preparazione apparentemente molto semplice ma che richiede molta dimestichezza con i numerosi elementi (pesce di piccolo taglio, molluschi, crostacei) per poterne dosare la cottura e molta pazienza; il pomodoro la rende particolarmente gustosa. Un piatto unico che viene apprezzato piu’ in inverno che in estate e che “chiama” le fette di pane raffermo tostate e immerse nel sughetto. Tipicamente estivi sono invece i ricci di mare, che vengono raccolti e consumati in tutto il Salento ma che in questa zona sono un vero e proprio culto e, da sempre, contraddistinguono Castro (in realtà la Marina) nell’immaginario collettivo dei salentini doc…..

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