Gaiola: un’isola nella città

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Questa volta voglio raccontare di qualcosa che non conosco.

 

Isola di Gaiola
Isola di Gaiola
Isola di Gaiola
Isola di Gaiola

Finora abbiamo raccontato principalmente di posti che stiamo riscoprendo, ma ci sono luoghi che non abbiamo mai visitato o che non erano visitabili quando vivevamo lì, quindi è più una “scoperta” che una “riscoperta”. Uno di questi posti è la “Gaiola”

E’ chiamata “isola” sulle cartine, ma si tratta di due scogli nel mare a pochi metri dalla costa di Capo Posillipo, che separa il Golfo di Napoli da quello di Pozzuoli, connessi tra loro da un sottile arco naturale. Come Baia e Cuma sulla costa di fronte (di cui abbiamo parlato in un nostro precedente articolo), anche questa è un’area che le popolazioni antiche e moderne hanno adottato per le loro vacanze data la bellezza del contesto naturale. Il nome stesso dell’area viene dal greco antico “Pausylipon” che si traduce in “sollievo dal dolore”, dove il dolore non è quello fisico.

L’isola di Gaiola ha avuto usi diversi nel tempo: sede di un piccolo tempio per gli antichi romani, poi luogo di fabbriche (eccellenti collegamenti via mare), poi batteria di difesa, poi ritiro di un eremita, infine sede di una villa costruita all’inizio del XX secolo. Questa villa è passata per mani famose, incluse quelle di Gianni Agnelli e di Paul Getty. Adesso è di proprietà della Regione Campania. E’ abbastanza famosa da essere su Wikipedia.

Tratto di costa a Capo Posillipo
Tratto di costa a Capo Posillipo

Questa porzione di costa non è parte della città, pur essendone inclusa. La costa è uno sperone roccioso molto ripido, e la strada principale con i suoi palazzi è lassù in alto. Per arrivare sulla costa bisogna scendere lungo stradine tortuose secondarie. Una volta giù ci si ritrova in un altro mondo, e la città è un ricordo. Per questo motivo per secoli, e ancora oggi, questa costa ha ospitato ricche ville e favolosi palazzotti, luogo di ritiro di alto profilo. Oggi si possono visitare resti romani, sopra e sotto il livello del mare, così come i meravigliosi edifici nobili ottocenteschi.

Negli ultimi anni un’associazione no-profit offre itinerari di visita molto interessanti, che includono l’area archeologica del Parco Sommerso di Gaiola: giri a piedi, in barca con fondo trasparente, in immersione con maschera e pinne, itinerari di birdwatching, e perfino concerti al tramonto in alcuni periodi dell’anno. Ce n’è abbastanza da volerci andare al più presto! Informazioni su questa associazione, la descrizione degli itinerari e informazioni per le prenotazioni si trovano qui: http://www.gaiola.org/Itinerari_Visite.htm

 

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