Il “Piennolo” – Il pomodoro appeso

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Mio fratello ci è venuto a trovare questo fine settimana; ci ha portato un “piennolo” da Portici, vicino Napoli, alle falde del Vesuvio. Ho pensato che valesse la pena parlarne.

Nel passato la conservazione del cibo per la brutta stagione era una preoccupazione seria per la gente, da cui dipendeva direttamente la sopravvivenza della famiglia. In un’epoca in cui non sapevamo ancora creare il freddo, o come produrre elementi chimici per sintesi, l’essere umano si è ingegnato con gli elementi naturali. In realtà in molti casi la tecnica di conservazione creò portò alla creazione di nuovi prodotti saporiti. Alcuni sono molto noti: formaggio, prosciutto, salame, Altri sono essenzialmente locali, come il “piennolo”.

Il "Piennolo" - I pomodori pendenti del Vesuvio
Il “Piennolo” – I pomodori pendenti del Vesuvio

E’ il termine napoletano per “pendolo”. Dato il buon clima della zona, la gente iniziò a conservare i pomodori formandone una specie di grappolo e tenendoli appesi in un posto ben aerato perchè così non marcivano. In realtà nei mesi i pomodori perdono parte del contenuto acquoso e assumono un sapore più intenso con accentuazione della naturale nota acidula. Un ottimo accompagnamento per la dolcezza della pasta e del parmigiano.

I pomodorini del Vesuvio, cresciuti in fertile terreno vulcanico, hanno un gusto particolarmente intenso e sono i preferiti per il “piennolo”. Dopo alcuni secoli ancora lo si fa, ed anzi è stato identificato da una Denominazione di Origine Protetta (DOP) dalla Comunità Europea. Dettagli sono disponibili su http://www.agricoltura.regione.campania.it/tipici/piennolo.html

E adesso, conto alla rovescia per il piatto di spaghetti col sugo del “piennolo”…

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