Baia: porta dell’inferno o paradiso in Terra?

pubblicato in: Notizie | 1
Share this page

 

Un paio di giorni fa Monica ha notato questo articolo sul quotidiano di Napoli, “Il Mattino”. Riguarda nuovi importanti ritrovamenti archeologici a Baia, argomento collegato al nostro trascorso fine settimana a Procida.

ScaviBaia

In epoca Romana il Golfo di Pozzuoli era un posto rinomato per le vacanze, ma non per tutti. La città di Baia era il luogo dove stare per le persone mondane; diverse magnifiche ville segnavano la linea di costa. Era come un paradiso in Terra. Non distanti erano il porto militare di Miseno e quello commerciale di Puteoli (oggi Pozzuoli). Come se questo non bastasse a farne un sito archeologico speciale, la Natura ha aggiunto la sua ciliegina. Come?

Campi Flegrei. Quanti vulcani riesci a distinguere?
Campi Flegrei. Quanti vulcani riesci a distinguere?

Baia e l’intera area è parte dei Campi Flegrei, una estesa area vulcanica soggetta al bradisismo, un’attività vulcanica che fa sollevare e deprimere il suolo periodicamente come se respirasse. Madre Natura di quest’area ha segnato fortemente la storia dell’intera regione Campania. Due esplosioni catastrofiche, circa 30.000 e 12.000 anni fa, hanno proiettato roccia fusa su tutta la regione, originando una tipica roccia (Tufo) che è stata eccellente materiale da costruzione per secoli. Molti fenomeni vulcanici sono una costante in questi luoghi, creando una tale impressione sulle genti del posto da farlo credere la porta dell’inferno; infatti uno dei laghi vulcanici dell’area è il Lago d’Averno. L’area è ricca di sorgenti termali sfruttate ancora oggi alle Terme d’Agnano. Il clima è mite. Da millenni è luogo di villeggiatura. Questa è solo una breve descrizione della zona tanto per darne un’idea; descriverla in maniera adeguata richiederebbe un libro, e non credo di essere la persona più adatta a scriverlo.

F0007_002Il risultato? Un incredibile sito archeologico subacqueo, un paradiso per i sub. Sebbene il sito di Baia sia stato scoperto da foto aeree degli anni ’40, la prima mappa fu stilata solo negli anni ’60, molti ritrovamenti risalgono agli anni ’60 e ’70, la prima campagna sistematica iniziò nel 1984, e molto lavoro rimane da fare.

L’articolo de Il Mattino citato in apertura riguarda proprio questo: nuove scoperte sott’acqua. Un mosaico di circa 20 mq, e una statua alta 2m nella zona della “Villa dei Pisani”. In base al resoconto si tratta dei ritrovamenti più importanti da quelli degli anni ’60.

Oggi Baia è un’area protetta. Vi sono siti archeologici e musei sulla terraferma, e vi è anche un “Parco Archeologico Sommerso di Baia” veramente unico. E’ un’area dove la navigazione e l’immersione sono soggette a restrizioni; comunque è possibile fare visite guidate, sia in immersione che con navigando con barche a fondo trasparente. Il sito del Parco Archeologico Sommerso di Baia offre informazioni sull’area, la storia e alcune alternative per immersioni. Ce ne sono anche altri. Non li abbiamo provati (ancora) per cui non possiamo dare consigli, ma sembra un’ottima opportunità per un piacevole fine settimana.

Quest’area era una delle mete delle gite domenicali con la mia famiglia. E’ ora di pianificare un’altra visita questa volta con i FourItaliaFriends… e di tornare con foto, impressioni e informazioni utili. Aggiunto alla lista delle cose da fare.

 

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *