Natale a Napoli

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La taverna del presepe
La taverna del presepe

Si, sembra un pò strano parlare di Napoli a Natale. Il piacevole clima, il meraviglioso mare danno l’idea che Napoli sia una città da visitare soprattutto in estate. E’ vero. Ma anche Natale è un momento dell’anno molto amato dai napoletani: strade e piazza sono decorate a festa. E l’atmosfera è magica.

Oggi lo spirito natalizio è un pò cambiato, la vita è frenetica. Ma in un passato non tanto lontano per la verità (io li ricordo), era “normale” vedere gli zampognari suonare la novena: quella alla Madonna Immacolata da fine novembre all’8 dicembre. E quella per Natale dal 16 in poi. Il nome zampognari deriva dallo strumento musicale suonato: la zampogna. Si, abbiamo qualcosa in comune con gli scozzesi!

Gli zampognari usualmente suonavano canzoni religiose soprattutto in famiglia. Venivano chiamati in casa, nei negozi (ad esempio qui suonano in una pizzeria) e insieme alla musica I devoti pregavano per ringraziare dell’anno trascorso.

Oggi non è più comune vederli nelle strade della città, ma in molti presepi viventi fatti durante il periodo natalizio nei piccolo centri, si può ascoltare il particolare suono delle zampogne.

Sorprendenti dettagli di un presepe. La dimensione della gabbia è circa 2-3 cm.
Sorprendenti dettagli di un presepe. La dimensione della gabbia è circa 2-3 cm.

Ma Natale a Napoli non è solo questo. Il posto più tipico delle festività natalizie e quello famoso in tutto il mondo è San Gregorio Armeno. In passato in Italia, ma soprattutto al sud il simbolo di Natale era il presepe. L’albero è venuto molto dopo importato dal nord Europa. Il presepe è stato il simbolo natalizio per eccellenza per decenni. Famosa è la sua celebrazione nella commedia di Eduardo de Filippo “Natale in casa Cupiello”. Oggi tutte le famiglie o molte di esse, hanno entrambi I simboli.

E dove il napoletano andava e va a comprare I pastori per il presepe? A San Gregorio Armeno. Una lunga e stretta via nel centro storico, dove durante il periodo natalizio c’è il senso unico pedonale e dove si affacciano I laboratori che per tutto l’anno producono pastori. Dei veri capolavori.

Per meglio comprendere San Gregorio Armeno è necessario sapere cosa era ed è il presepe a Napoli. Sul presepe non ci vanno solo I pastori “tradizionali”, ma ci sono vere e proprie scene di vita quotidiana, a volte in totale disarmonia sul periodo storico che si sta riproducendo e, negli ultimi anni, anche con figure dell’attualità che nulla hanno a che vedere col presepe. Ma questo è il presepe napoletano.

Durante le feste ogni chiesa ha il suo presepe: antico, moderno, con il giorno e la note, con botteghe e cascate. E’ un ulteriore motivo per vedere le tante e bellissime chiese napoletane.

Dolci di Natale
Dolci di Natale

Ma Natale è anche cibo. Tradizionalmente a Napoli si fa il cenone al 24 sera e il pranzo di Natale. E’ davvero dura credetemi! Il tipico piatto del giorno di Natale è la “menestra maretata” dove il nome deriva dal “matrimonio” degli ingredienti: carne e verdure. E vogliamo parlare dei dolci? Ne abbiamo tanti per queste feste fatti col cioccolato, la pasta di mandorle, il miele la frutta secca e che noi chiamiamo “dolci di Natale” ma che al loro interno hanno nomi ben definiti: I mostaccioli, I roccocò, I “susamielli”, le cassatine.

"Struffoli" napoletani
“Struffoli” napoletani

E poi abbiamo gli struffoli e la cassata che è detta napoletana per differenziarla da quella siciliana. In realtà le differenze sono proprio minime e sono relative alla guarnizione: di pasta reale quella siciliana, di zucchero fondente, o come è detto a Napoli “naspro” ,quella napoletana. La rende solo un pochino più leggera. Ma il gusto è identico.

Cassata napoletana
Cassata napoletana

Quindi se state pianificando un viaggio a Napoli Natale è il momento giusto per vederla con un occhio diverso!

Buon Natale!

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