Spirito mediterraneo: un week-end a Procida

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Cosa c’è di più bello del condividere un posto amato con altre persone in grado di apprezzarlo, mostrando loro i posti speciali poco alla volta, col tempo e col passo giusti per comprenderli e goderli? Solo una cosa: farlo con amici

La nostra destinazione…

Ho un legame particolare con una piccola isola. Mia nonna era di lì, e lì ho trascorso tutte le mie vacanze estive giovanili, dalla chiusura della scuola in giugno alla sua riapertura a settembre. Anche Monica la conosce piuttosto bene, avendo trascorso più di 30 anni assieme… L’isola si chiama Procida, e Monica ed io ci siamo stati con Mapi e Vito il 15 Settembre

Qualche anno fa a Procida
Qualche anno fa a Procida

 

Procida è una delle isole flegree, al largo della costa di Napoli. L’isola è tra Capo Miseno e l’isola di Ischia. Con il piccolo e disabitato isolotto di Vivara è un comune in provincia di Napoli, con una popolazione di circa 10.000 persone.

Non è famosa come Capri e Ischia: è più piccola, meno mondana, ed occorre camminare. Con i suoi 3,5 km di lunghezza, strade strette e molti pedoni, l’auto è più un problema che una risorsa. Questi aspetti hanno tenuto alla larga il turismo di massa, sia popolare che di “elite”, conservando l’isola più autentica e tranquilla delle sue due vicine… e gustarla fuori stagione, come a inizio settembre, è la scelta migliore.

Arrivo… (1° giorno)

Lasciamo Roma un venerdì pomeriggio a inizio settembre, avviandoci in auto verso Pozzuoli, un tragitto di circa 2:40 ore principalmente in autostrada. Preferisco prendere il traghetto da Pozzuoli perché la traversata è più breve, ci sono più corse, e si evita il traffico del centro di Napoli.

Pozzuoli: Tempio di Serapide
Pozzuoli: Tempio di Serapide

In realtà la nostra vacanza inizia proprio a Pozzuoli. Arriviamo con molto anticipo per avere l’occasione di fare due passi: Pozzuoli fu fondata dai Romani ed è un porto naturale in un contesto bellissimo. In quest’area le famiglie di rango dell’antica Roma trascorrevano le loro vacanze in ville magnifiche (adesso sotto il livello del mare, un tesoro unico di archeologia subacquea). Ci sono diversi luoghi legati ai greci, ai romani e a periodi storici più recenti, come Cuma (luogo della Sibilla Cumana), Baia, e così via… ma questa è un’altra storia. Facciamo una bella passeggiata per Pozzuoli, visitando il “Tempio di Serapide”, la città vecchia, il famoso “Rione Terra”. Un’ottima decompressione dallo stress della settimana lavorativa in città.

Alle 18:15 lasciamo Pozzuoli, compiendo i 40 minuti di traversata a Procida in un tramonto da cartolina, gustandoci la lenta passeggiata lungo questa affascinante costa ricca di storia. Capo Miseno è il promontorio che chiude il Golfo di Pozzuoli; il suo passaggio svela lentamente la vista di Procida con Ischia sullo sfondo. All’inizio indistinguibili l’una dall’altra, avvicinandosi si iniziano a distinguere i contorni della piccola isola in primo piano, e il porto inizia a prendere forma.

 

Il primo impatto con Procida… (1° giorno)

Procida: fila di case a Marina Grande
Procida: fila di case a Marina Grande

Marina Grande e il porto principale dell’isola. Il suo tipico aspetto è caratterizzato da una allegra fila di case di vari colori in tonalità pastello, incastonata tra il blu profondo del mare e l’azzurro del cielo. Uno strato blu, una sottile linea di colori, uno strato azzurro. Avvicinandosi di più si iniziano a distinguere i dettagli architettonici: ogni casa così diversa e così simile alle sue vicine, i tradizionali balconi con arco (i “vefi”) dove le mogli dei pescatori aspettavano riparate dal vento di vedere apparire una vela.

 

 

 

 

 

Terra Murata dal basso
Terra Murata dal basso

La casa dei miei genitori è sul punto più alto dell’isola, circa 90 metri sul livello del mare, a ridosso della principale tra le 13 chiese dell’isola, l’Abbazia di S. Michele. E’ la “Terra Murata”, l’antico borgo che era l’ultima difesa dagli assalti saraceni, su una roccia a strapiombo sul mare, con un solo punto di accesso così stretto che la nostra auto non ci passa. La parcheggiamo a riposare per le prossime 24 ore.

 

 

 

 

 

Cupole dell'Abbazia di S. Michele
Cupole dell’Abbazia di S. Michele

Stando sul tetto della casa ci sono solo due cose più alte di pochi metri: la cupola della chiesa e un altro edificio storico vicino. Tutto il resto è una vista quasi a 360° che abbraccia Napoli, Sorrento, Capri, Ischia e la costa Campana verso nord. Con le condizioni meteorologiche giuste si riesce a vedere fino al promontorio del Circeo, a circa 90 km di distanza.

 

 

 

 

 

 

Sul tetto siamo accolti dalla luce catturata da Vito in questa foto. A cena siamo invece accolti dalla famosa zuppa di pesce di mio padre.

 

Tramonto dalla Terra Murata
Tramonto dalla Terra Murata

In giro per l’isola… (1° giorno)

A piedi. E’ l’unico modo. La massima distanza percorribile a piedi richiede circa 40 minuti. E così abbiamo camminato. L’architettura dell’isola è molto caratteristica; ci sono case vecchie di 1000 anni, c’è qualche palazzotto di qualche famiglia notabile, e poi c’è un posto speciale, la Corricella. E’ probabilmente l’angolo più conosciuto dell’isola; è il vecchio villaggio-porto dei pescatori locali. Ci sono molte descrizioni poetiche in letteratura, ma una più alla mano può essere la seguente: è come se qualcuno avesse gettato a caso un mucchio di case con archi e colori pastello sul fianco di un costone roccioso, rendendole così compenetrate che è impossibile distinguerne i confini. E’ un posto inaccessibile alle auto; solo scale. Alcune di esse sembrano accessi privati, e invece portano fin giù alla Corricella. Non sono un poeta, quindi lascio la parola alla foto.

Procida: Marina Corricella
Procida: Marina Corricella

Il ritmo della giornata è diverso, deve essere diverso per capire e apprezzare l’isola. Il tempo è scandito in base a questi criteri: si passa gran parte della giornata al mare, su piccole spiagge con la scura sabbia vulcanica o su piccole barche di legno; dopo pranzo (cioè dopo le 15:00) si riposa per recuperare dalle fatiche del mare e per stare al riparo durante le ore più calde; si cammina, quindi distanze e tempi sono misurati con questo metro.

Continua

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